L’INPS ha introdotto importanti novità per l’accesso all’Assegno di Inclusione, attraverso la circolare n. 58 del 20 maggio 2026. Le nuove disposizioni, che recepiscono modifiche normative degli ultimi anni, ampliano le tutele per i titolari di permessi di soggiorno per “casi speciali”, quali vittime di sfruttamento lavorativo, caporalato, tratta, violenza domestica o gravi abusi.
La principale innovazione riguarda l’esenzione dai limiti ISEE e dai requisiti economici ordinari. Per queste categorie, il sussidio potrà essere erogato anche senza rispettare le soglie su reddito e patrimonio. Inoltre, non sarà necessario dimostrare la residenza continuativa di cinque anni in Italia.
L’importo base dell’Assegno di Inclusione può arrivare a 541 euro al mese per un singolo beneficiario, con eventuali incrementi per la presenza di minori, persone con disabilità o altre condizioni di fragilità. La durata del beneficio è legata alla validità del permesso di soggiorno speciale, con possibilità di rinnovo.
Tuttavia, restano in vigore alcune restrizioni: il beneficio può essere revocato in caso di condanne penali o violazioni delle condizioni previste dalla normativa. L’INPS sottolinea infine l’obbligo di rispettare i percorsi di inclusione sociale e lavorativa.
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