Ogni mese la ritenuta IRPEF applicata in busta paga è una stima, calcolata su un reddito presunto. Il conto vero si fa una volta all’anno, e la differenza fra quanto è stato trattenuto e quanto era davvero dovuto compare nel cedolino con due codici precisi: 008 se il conguaglio è a credito, 666 se è a debito.
L’operazione non è discrezionale né rinviabile. L’articolo 23, comma 3 del DPR 600 del 29 settembre 1973 pone in capo al sostituto d’imposta l’obbligo di effettuare le operazioni di conguaglio entro il 28 febbraio di ogni anno, tenendo conto delle detrazioni spettanti ai sensi degli articoli 12 e 13 del TUIR.
Punti chiave
- Il conguaglio si chiude entro il 28 febbraio e le risultanze vanno nel cedolino di febbraio.
- Codici in cedolino: 008 conguaglio IRPEF a credito, 666 conguaglio IRPEF a debito.
- Il debito non è rateizzabile: manca una previsione normativa che lo consenta.
- L’unica eccezione riguarda il trattamento integrativo da 60 euro in su, recuperato in 8 rate da febbraio a settembre.
- Se il netto di febbraio non basta, la parte residua viene recuperata nelle mensilità successive.
- Le addizionali regionali e comunali si prelevano invece da marzo a novembre.
Perché serve un conguaglio
Durante l’anno l’amministrazione trattiene l’IRPEF mese per mese su una base presunta. Quella stima però non tiene conto di tutto: arretrati liquidati in corso d’anno, variazioni di detrazioni, competenze accessorie non prevedibili, redditi che cambiano.
A fine anno il sostituto d’imposta ricalcola l’imposta effettivamente dovuta sui redditi corrisposti e la confronta con le ritenute già operate. Da quel confronto nasce il conguaglio, che può andare in due direzioni:
| Situazione | Esito | Codice |
|---|---|---|
| Ritenute già operate superiori all’imposta dovuta | conguaglio a credito, si riceve la differenza | 008 |
| Ritenute già operate inferiori all’imposta dovuta | conguaglio a debito, si restituisce la differenza | 666 |
Fonte: scheda delle voci di conguaglio nel cedolino unico NoiPA, Centro Unico Stipendiale Interforze.
La regola che sorprende: il debito non si rateizza
È il punto che genera più proteste ogni febbraio, e la risposta è netta.
In assenza di una specifica previsione normativa non è possibile rateizzare il debito derivante dalle operazioni di conguaglio fiscale di fine anno. Non si tratta di una scelta dell’amministrazione: manca proprio la norma che lo permetterebbe.
C’è una sola eccezione, e riguarda il trattamento integrativo previsto dall’articolo 1 del decreto legge 3 del 2020. Quando il conguaglio a debito su quella voce è di importo pari o superiore a 60 euro, il recupero avviene in otto rate, da febbraio a settembre, perché in quel caso la rateizzazione è espressamente prevista.
Se il cedolino di febbraio non basta
Può succedere che il netto di febbraio non sia sufficiente ad assorbire l’intero conguaglio a debito. In quel caso il recupero non si ferma e non si azzera: la parte residua viene applicata nelle mensilità successive.
È il motivo per cui certi anni la trattenuta si vede anche a marzo o aprile, senza che sia arrivata una nuova comunicazione. Non è un secondo conguaglio: è la coda del primo.
Le addizionali seguono un calendario diverso
Qui si fa spesso confusione, perché anche le addizionali compaiono fra i conguagli ma hanno tempi propri.
Gli importi delle addizionali IRPEF regionali e comunali dovute sui redditi dell’anno precedente vengono prelevati sui cedolini da marzo a novembre, distribuiti quindi su nove mensilità.
Significa che a febbraio si chiude il conto dell’IRPEF nazionale, mentre le addizionali si pagano lungo quasi tutto l’anno successivo. Due trattenute diverse, con logiche diverse, che convivono negli stessi mesi.
Non c’è solo l’IRPEF: i conguagli previdenziali
Accanto al conguaglio fiscale, nel cedolino possono comparire voci di conguaglio di natura previdenziale, ciascuna con un proprio codice. Sono meno note ma seguono la stessa logica: differenza fra quanto versato e quanto dovuto.
| Codice | Voce | Natura |
|---|---|---|
| 800/389 | Addizionale legge 438/92, articolo 3 ter | contributo aggiuntivo 1% |
| 800/390 | Conguaglio fondo pensione | 8,80% sulla maggiorazione figurativa |
| 800/394 | Conguaglio fondo credito | 0,35% sulla maggiorazione figurativa |
| 806/384 | Conguaglio massimale contributivo pensione | oltre il massimale annuo |
| 806/381 | Conguaglio massimale contributivo fondo credito | oltre il massimale annuo |
| 800/382 e 800/383 | Conguaglio fondo pensione e fondo credito sui buoni pasto | quota imponibile dei buoni pasto |
Fonte: scheda riepilogativa delle voci di conguaglio nel cedolino unico NoiPA.
Il massimale contributivo è la soglia oltre la quale la contribuzione pensionistica non si applica più, e viene aggiornato ogni anno: per i conguagli riferiti al 2024 era fissato a 119.650 euro.
Chi non riceve il conguaglio
C’è una categoria che il conguaglio non lo vede proprio, ed è bene saperlo prima di scoprirlo con la dichiarazione dei redditi.
Chi è cessato dal servizio prima del momento in cui il conguaglio viene eseguito non può essere conguagliato, semplicemente perché il sostituto d’imposta non ha più la possibilità di trattenere gli importi dovuti. In quei casi la Certificazione Unica non risulta conguagliata: non viene determinata l’IRPEF effettivamente dovuta, non sono indicate le detrazioni e i campi delle addizionali restano vuoti.
Su quella Certificazione compare un’annotazione esplicita, “conguaglio non effettuato”, e resta in capo alla persona l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.
Domande frequenti
Quando arriva il conguaglio IRPEF?
Le operazioni vanno chiuse entro il 28 febbraio di ogni anno, come previsto dall’articolo 23, comma 3 del DPR 600/1973, e le risultanze sono applicate nel cedolino di febbraio.
Posso chiedere di pagare a rate il conguaglio a debito?
No. In assenza di una previsione normativa il debito da conguaglio non è rateizzabile, tranne il caso del trattamento integrativo di importo pari o superiore a 60 euro, recuperato in otto rate da febbraio a settembre.
Cosa succede se il mio stipendio di febbraio non copre il debito?
La parte residua viene recuperata nelle mensilità successive, fino a completamento.
Che cosa significano i codici 008 e 666?
Sono le voci con cui il conguaglio IRPEF compare nel cedolino: 008 indica il conguaglio a credito, 666 quello a debito.
Ho lasciato il servizio: perché non ho avuto il conguaglio?
Perché il sostituto d’imposta non può più operare trattenute. In quel caso la Certificazione Unica riporta l’annotazione di conguaglio non effettuato e resta l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.
In sintesi
Il conguaglio non è un errore né una sanzione: è il momento in cui una stima diventa un conto esatto. Quello che conviene sapere in anticipo sono due cose.
La prima è che il debito non si rateizza, salvo l’unica eccezione prevista per legge, e che se il netto di febbraio non basta il recupero prosegue sulle mensilità successive. La seconda è che le addizionali regionali e comunali viaggiano su un binario diverso, spalmate da marzo a novembre: vederle insieme al conguaglio non significa che qualcosa sia stato conteggiato due volte.