Il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, è una delle festività più significative del calendario italiano. Nel 2026 cade di venerdì, offrendo a molti un lungo weekend. Ma cosa accade a chi lavora in questa giornata?
Per i lavoratori impegnati il 1° maggio, la normativa prevede una retribuzione maggiorata. Chi è pagato a ore riceve il compenso della festività più una maggiorazione per lavoro festivo, definita dal contratto collettivo nazionale (CCNL). Grazie alle recenti modifiche fiscali, questa quota aggiuntiva beneficia di una detassazione, aumentando il netto in busta paga. Alcuni contratti offrono invece un riposo compensativo.
Chi non lavora, invece, non subisce alcuna penalizzazione economica. La giornata festiva viene retribuita in base al tipo di contratto: per i mensilizzati è già inclusa nello stipendio, mentre per chi è pagato a ore si calcola sulle ore lavorative previste.
In sintesi, il 1° maggio celebra il lavoro senza intaccare il portafoglio: sia chi lavora, sia chi riposa vede riconosciuto il proprio diritto alla retribuzione. Una festività che continua a valorizzare l’importanza del lavoro e dei lavoratori.